🇮🇹 In Uruguay si difendono Diritti ed Interessi. Isabel Recavarren

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La Dichiarazione del Gruppo di Lima ha stabilito cinque punti di sostegno al presidente incaricato Juan Guaidó per ottenere 1) una risoluzione costituzionale e pacifica dell’attuale crisi attraverso lo svolgimento di elezioni libere ed eque; 2) fornire l’immediata assistenza umanitaria ai venezuelani in situazioni di vulnerabilità, sia all’interno che all’esterno del paese; 3) i diritti umani e le libertà civili di tutti i venezuelani siano rispettati; 4) si sono dichiarati pronti ad aiutare il Venezuela nella sua ripresa economica con un nuovo governo eletto democraticamente e 5) chiedono a tutti i membri della comunità internazionale di sostenere il popolo venezuelano nella sua lotta pacifica per ripristinare la democrazia.

Gli Stati Uniti d’America non fanno parte del Gruppo di Lima a causa delle posizioni di Trump. Come l’attuazione di misure non dirette ai leader, ma al popolo del Venezuela, o la minaccia di attacco militare, recentemente proposto, che ha ulteriormente destabilizzato la situazione, contribuendo alla vittimizzazione dell’usurpatore Maduro.

Due paesi, uno non membro del Gruppo di Lima: Uruguay, e uno che lo ha appena lasciato: il Messico, auto-denominati “paesi neutrali”, hanno convocato una conferenza internazionale a Montevideo, il Giovedì 7 febbraio. Entrambi, insieme alla Bolivia, si sono precipitati a far parte del Gruppo di contatto internazionale. Il presidente del Messico, recentemente eletto, è vicino all’ideologia comunista. Invece, l’Uruguay, con un sistema bancario, simile al sistema svizzero, si è appena trovato sotto i riflettori per un tentativo di Maduro di versare più di un miliardo di dollari dalla Banca del Venezuela alla Banca Centrale dell’Uruguay-BCU, quest’ultimo ancora non si è ufficialmente pronunciato, tuttavia il deputato del Partito nazionale, Rodrigo Goñi, ha confermato che l’operazione è stata “bloccata” dal BCU, assicurando che il trasferimento “era già stato deciso”.

Secondo il deputato nazionalista Rodrigo Goñi, “qui in Uruguay ci sono state operazioni di riciclaggio, da parte di membri o persone vicine al governo di Nicolas Maduro” ha esteso la sua denuncia per presunto riciclaggio di denaro del Bandes.

Se questa Conferenza, l’Uruguay, l’avesse convocata un anno fa, nel suo ruolo di “paese neutrale” avrebbe avuto un altro sapore e un altro contributo. Un’indagine, già archiviata in Uruguay, ha come protagonista il figlio del presidente Tabaré Vásquez che ha facilitato gli affari con il regime di Chavista.

La sensazione di “sospetto” è grande in Uruguay verso il governo Vásquez, di recente si è aperto un’indagine contro l’ex presidente Mujica per una concessione alla discussa società brasiliana OAS, legato a Lula da Silva.

Delude che l’importante iniziativa come la proposta da Federica Mogherini, approvata da 27 paesi dell’UE, tranne l’Italia, il suo paese, per non voler passare, -secondo il 5 stelle, Di Maio alla testa, due volte Ministro e Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Conte, un cumulo di cariche insieme- per interventisti internazionali. Nonostante ciò, sono così interferenti che stanno per rovinare le relazioni con il loro principale partner: la Francia, per l’ interferenza nella loro politica nazionale.

Al Gruppo di Contatto riunitosi in Uruguay era presenti  Germania, Bolivia, Costa Rica, Francia, Ecuador, Spagna, Italia, Messico, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Svezia. La compagine latino-americano presente nel Gruppo di Contatto è filo-Maduro, per vari motivi vogliono mantenere in vita l’ agonizzante governo Maduro, lasciando in chiaro che la sofferenza dei cittadini non interessa. L’eccezione si trova in Costa Rica ed Ecuador. Questa resistenza può innescare una reazione inaspettata, ci sono interessi che la Cina non vuole perdere, per la Russia, è la possibilità di gran guadagno, oltre alle convinzioni autarchiche della Bolivia.

Non sono buoni gli amici latinoamericani di Federica Mogherini, che ha detto “il compito è urgente e questa urgenza deriva dal peggioramento della situazione, che rischia di destabilizzare l’intera regione, e non solo la regione.” Nonostante la sua esortazione, la Dichiarazione non ha avuto il sostegno unanime, la Bolivia e il Messico non l’hanno approvata. Nessuno cambia ne cambierà, è meglio avere buoni amici per risolvere i problemi in modo diverso, poiché abbiamo verificato che era stata la strategia della sinistra nel Parlamento europeo, il mantenere al potere un “utile idiota, mentre altri saccheggiano il paese.

MONTEVIDEO, URUGUAY.
The tire man from Uruguay Nin Noboa and Vice President of the European Union, Federica Mogherini, the International Contact Group on Venezuela. The meeting is held in the Executive Tower of the Presidency, Montevideo, Uruguay. February 7, 2019.

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