EVOLUTIO Quando l’Italia imparò a costruire il suo futuro

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Questa mattina, 10 febbraio, a Milano, è stata inaugurata la mostra EVOLUTIO, ideata e organizzata dal Webuild Group, in un luogo carico di significato: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

Non è uno spazio qualunque. Attorno alla figura di Leonardo — simbolo universale di ingegno e visione — l’esposizione propone una riflessione su un tema decisivo: l’infrastruttura come motore silenzioso dello sviluppo.

EVOLUTIO parte da una domanda essenziale:

come sarebbe l’Italia senza grandi progetti infrastrutturali?

“Sarebbe come tornare agli inizi del XX secolo, quando la gente viveva senza acqua, elettricità né strade. Non ovunque, certo, ma così era all’inizio, soprattutto tra le classi sociali e le regioni più vulnerabili, dove le condizioni di vita erano la prova decisiva per misurare lo sviluppo reale di un Paese.”

La mostra invita a guardare l’Italia non attraverso lo splendore che oggi conosciamo, ma dal suo punto di partenza: un Paese segnato da profonde carenze, disuguaglianze regionali e una modernizzazione ancora incompleta.

Infrastruttura e qualità della vita

Uno degli assi più chiari dell’esposizione è la relazione diretta tra infrastruttura e dignità quotidiana.

“Avere o non avere acqua, avere o non avere energia, elettricità e luce nelle case e nelle fabbriche, sono condizioni che fanno la differenza nella qualità della vita. Esiste una solida relazione tra infrastruttura e sviluppo, e le regioni e i Paesi più avanzati sono quelli in cui l’investimento infrastrutturale è maggiore e più stabile nel tempo.”

EVOLUTIO mostra che il progresso non è un’astrazione né una promessa: è un insieme di condizioni materiali che permettono a una società di funzionare, ai suoi cittadini di integrarsi, al benessere di diventare possibile.

Milano e il modello italiano

In questo percorso, Milano appare come un laboratorio contemporaneo: città industriale, culturale e finanziaria, centro di una trasformazione permanente.

“È parte integrante del modello di sviluppo italiano, che dal dopoguerra si è caratterizzato per l’integrazione del sistema imprenditoriale italiano nell’economia europea e globale.”

L’Italia ha costruito la propria modernità su un’articolazione singolare tra impresa, Stato, territorio e visione strategica. L’infrastruttura non è solo opera tecnica: è anche cultura politica.

“L’influenza geoeconomica ha generato peso geopolitico; l’infrastruttura non è soltanto un’opera di ingegno tecnico, ma anche uno strumento per la nazione, la pace e la prosperità.”

Una riflessione inevitabile dall’America Latina

C’è qualcosa di profondamente significativo in questa mostra: l’Italia, un Paese che oggi associamo all’eccellenza industriale, al design e al patrimonio culturale, osa qui ricordare il proprio punto di partenza. EVOLUTIO non celebra soltanto il risultato: mostra il cammino.

Come latinoamericana, non posso non pensare al Perù. Le immagini del passato italiano — la mancanza di acqua, di elettricità, di infrastrutture di base — somigliano troppo a realtà che ancora convivono nei nostri territori. La distanza tra Europa e America Latina non è culturale: è, molte volte, strutturale.

Questa esposizione mette in evidenza qualcosa di essenziale: lo sviluppo non è discorso. È condizione concreta di vita. L’infrastruttura non è solo ingegneria; è integrazione, accesso, possibilità. È ciò che permette a una società di funzionare come un corpo comune e che i cittadini non restino isolati nella precarietà.

L’Italia ricorda qui che il progresso non è stato automatico. È stato costruito. E questa è, forse, la lezione più preziosa: che il futuro diventa possibile quando esistono visione, continuità istituzionale e una reale scommessa sul bene comune.

Italia in cifre: il salto di un secolo

La mostra offre dati che condensano la portata di questa trasformazione:

“Nel 1900, l’Italia era un Paese prevalentemente agricolo, con il 50% del PIL generato dall’agricoltura. Oggi, è il 2%.”

L’aspettativa di vita era di 42,8 anni. Oggi supera gli 83.
Più del 50% degli italiani era analfabeta. Oggi, circa lo 0,5%.

Non si tratta solo di numeri: si tratta di una storia collettiva di modernizzazione, sforzo e continuità.

Costruire futuro

EVOLUTIO ricorda che infrastruttura e sviluppo crescono insieme:

“La capacità manifatturiera e il sistema nazionale dei trasporti crescono rapidamente, e nessuno prospera senza l’altro.”
Friedrich List, 1841

Le grandi opere non sono soltanto cemento e acciaio: sono strumenti che connettono territori, moltiplicano opportunità e permettono che il progresso arrivi in modo più equo.

Un ponte verso Lima

Webuild non si limita a raccontare questa storia: la continua.

Il gruppo partecipa oggi a progetti strategici fuori dall’Europa, e tra questi ve n’è uno particolarmente significativo per la nostra regione: la costruzione della Metro di Lima.

Questa continuità apre una domanda inevitabile: cosa significa costruire futuro in America Latina a partire da un’esperienza storica che l’Italia conosce bene?

EVOLUTIO non è soltanto un’esposizione: è un promemoria che nessun Paese nasce avanzato. Diventa avanzato quando decide di costruire.

Galleria fotografica

Il Conte Biancamano, uno dei grandi transatlantici italiani del XX secolo, ritratto al suo arrivo a New York nel secondo dopoguerra. Un emblema della navigazione civile italiana e dell’immaginario atlantico, quando il Paese guardava al mondo dai suoi porti, dai suoi cantieri navali e dalla sua capacità di ricostruzione.
La prua dello storico transatlantico Conte Biancamano, oggi conservata come parte del percorso museografico. Il legno, le corde tese e i dettagli ornamentali evocano l’epoca in cui queste navi erano vere città galleggianti: simboli di migrazione, commercio e modernità.
Nell’antico salone delle feste del transatlantico, oggi trasformato in spazio d’incontro, l’ospitalità italiana si esprime nei gesti più semplici. Due giovani del servizio hanno offerto cannoli siciliani ripieni con un’attenzione esemplare, come se la memoria del viaggio restasse viva nella delicatezza del quotidiano.

Questa stessa continuità tra passato e avvenire — tra tecnica, visione e lavoro — si percepisce anche nel presente industriale italiano. Webuild, uno dei grandi gruppi contemporanei delle infrastrutture, è oggi impegnato in progetti strategici internazionali, tra cui la costruzione della Metro di Lima, un’opera decisiva per la trasformazione urbana del Perù.

Dal transatlantico che attraversava gli oceani alla metropolitana che attraversa le città, la storia italiana sembra insistere su una stessa vocazione: costruire il futuro con disciplina, immaginazione e senso collettivo.