Nel report gli Stati Uniti denunciano i tre paesi per «regressione» dei diritti umani. Un’America Latina che si tinge di rosso con dure conseguenze per la popolazione.
Il Dipartimento di Stato Americano ha pubblicato a marzo un’indagine sugli abusi e le violazioni dei diritti umani nel mondo e ha insistito sulle gravi violazioni delle garanzie fondamentali dei cittadini in Nicaragua, Cuba e Venezuela. Secondo il report i governi centroamericani sono stati classificati come «governi autoritari» in cui «per motivi politici» sono state registrate esecuzioni, sparizioni e torture contro gli oppositori.
Il documento raccoglie numerosi rapporti che riguardano lo stato dei diritti civili, individuali, politici e del lavoro riconosciuti a livello internazionale nel 2022, sulla base di «informazioni fattuali e obiettive» di diplomatici, ONG e attivisti per i diritti umani, funzionari locali e giornalisti di 198 paesi.
Il capo della diplomazia statunitense Antony Blinken, in una conferenza stampa, ha accusato duramente il regime cubano, nicaraguense e venezuelano, di imprigionare, torturare e giustiziare i propri cittadini. Blinken ha condannato il regime di Daniel Ortega, definendolo «uno stato sempre più autoritario» responsabile di «non aver adottato misure per identificare, indagare, perseguire o punire i funzionari che hanno commesso violazioni dei diritti umani, compresi i responsabili di almeno 355 omicidi e centinaia di sparizioni», a seguito delle violente proteste del 2018, incluso l’incarcerazione e la successiva espulsione di oltre 200 prigionieri politici nel mese scorso. Il report questiona duramente l’operato di Ortega per aver arrestato 40 esponenti dell’opposizione e per aver commesso brogli elettorali nel 2021 che lo hanno riconfermato al potere rafforzando l’impunità di alcuni suoi ‘fedelissimi’ funzionari colpevoli di abusi o violazioni dei diritti umani.
Cuba
Nella sezione dedicata a Cuba, il rapporto ricorda che nel luglio del 2021, per chiedere la fine della repressione, si sono svolte in diverse città del paese le più grandi proteste degli ultimi decenni contro gli arresti e le detenzioni crudeli. Alla fine dello scorso anno, circa 180 manifestanti sono stati accusati di sedizione, mentre 171 di loro sono stati condannati a più di 10 anni di carcere. A seguito di una critica implicita al regime monopartitico che impera nell’isola caraibica, Blinken ha affermato che «Cuba è uno stato autoritario», evidenziando gli abusi che, in questo caso, sono principalmente contro gli oppositori del governo Díaz-Canel. Il rapporto segnala che ci sono esecuzioni illegali o arbitrarie, “torture e trattamenti crudeli” di dissidenti politici e prigionieri. Il report sottolinea che «i tribunali hanno inflitto pene detentive draconiane a centinaia di persone per aver protestato per i propri diritti”. Nell’elenco interminabile contro le violazioni dei diritti umani compaiono le condizioni carcerarie dure e potenzialmente pericolose per la vita, repressione transnazionale contro individui in un altro paese, seri problemi con l’indipendenza della magistratura, gravi restrizioni alla libertà di espressione e ai media, tra cui violenze o minacce, censura, arresti o azioni penali ingiustificati nei confronti di giornalisti, e applicazione di leggi penali sulla diffamazione.
Venezuela
Come nei casi precedenti, il rapporto sul Venezuela è stato schietto in relazione alle violazioni dei diritti umani «per motivi politici» presumibilmente perpetrate dal governo di Nicolás Maduro, tra cui la «privazione arbitraria della vita e altri omicidi illegali – aggiunge il report. Sempre più impopolare tra i cittadini, il regime di Maduro ha affidato ai servizi segreti civili e militari e, in misura minore, a bande armate pro-regime, i “colectivos”, per neutralizzare l’opposizione politica e sottomettere la popolazione.»
Secondo «I dati del Foro Penale riportati tra gennaio 2014 e novembre 2022, 15.777 civili sono stati detenuti per motivi politici e 875 sono stati perseguiti incostituzionalmente davanti alla giurisdizione penale militare». Il documento cita poi un’altra fonte che ha registrato più di 9.400 persone «sottoposte a procedimenti penali arbitrari per misure cautelari motivate politicamente».

L’ONG ‘Espacio Público’ denuncia che nel 2022 sono stati segnalati 228 casi di violazioni della libertà di espressione tra cui censura, intimidazioni, vessazioni verbali e giudiziarie, minacce, aggressioni, un decesso e 14 arresti. A titolo di esempio, cita il caso di Olga Mata e Florencio Gil, arrestati ad aprile dopo aver criticato sui social Diosdado Cabello e Cilia Flores (la moglie di Maduro). Entrambi sono stati accusati dal procuratore generale di «istigazione all’omicidio di personaggi pubblici» ai sensi della controversa «Legge Anti-odio» del 2017. Un’America Latina che si tinge di rosso. Inoltre dall’inizio del mese di marzo di quest’anno sono stati sospesi i rapporti diplomatici tra Nicaragua e la Santa Sede. Papa Francesco aveva apertamente manifestato la sua “tristezza” per la recente condanna a 26 anni di carcere al vescovo nicaraguense Rolando Álvarez, definendo il regima di Ortega “grottesco regime totalitario”.







