In Colombia la 2^ Assemblea della Rete ALAS – América Latina Alternativa Social

Si è da poco conclusa in Ubaque – Cundinamarca, Colombia la seconda Assemblea della Rete ALAS. L’Area Internazionale di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – dopo un percorso di conoscenza e di incontro con organizzazioni, associazioni e realtà di base che svolgono attività di contrasto alle mafie locali, in particolare in America Latina, ha deciso di condividere, di mettere in rete le esperienze di società civili e responsabili impegnate nelle stesse battaglie dall’altra parte del mondo. E’ nata, così, la Rete ALAS – America Latina Alternativa Social.

L’esperienza nazionale di Libera, che è riuscita a promuovere leggi efficaci (prima tra tutte la n.109 del 1996 sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie), a proporre percorsi formativi innovativi in termini di educazione alla legalità democratica, a superare distanze e differenze tra realtà associative locali e nazionali, è stata messa a servizio anche di queste realtà latinoamericane che ben conoscono gli storici e consolidati legami tra cartelli del narcotraffico e mafie italiane.

Il sub continente è dominato da potenti mafie globali che lì si sono radicate approfittando della fragilità delle istituzioni e sono tanti e diversi gli attori illeciti che tengono sotto scacco governi e società. Questo crimine globale richiede una risposta globale. Oggi oltre 50 tra organizzazioni, associazioni e movimenti di 11 nazioni latinoamericane hanno aderito alla Rete ALAS e, col coordinamento di Libera Internazionale, condividono esperienze, organizzano progetti comuni, uniscono le loro voci contro le mafie.

Con la prima assemblea di Red ALAS, tenutasi a Città del Messico nel maggio 2015, sono state poste le basi per un cammino comune che si è concretizzato in una Declaracion Común ed in sette tavoli di lavoro condivisi. Attraverso questa piattaforma trasversale sono nati 18 progetti, andati a buon fine, che hanno dato luogo ad un lavoro sviluppato a livello locale con le comunità secondo il principio del pensare globale e dell’agire locale. Di qui si è partiti per affrontare un successivo step, quello di valutare la possibilità di replicare in America Latina l’esperienza italiana sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Nel 2017 sono state sviluppate, attraverso le reti territoriali di ALAS che vi hanno aderito, cinque ricerche partecipative sul riutilizzo sociale dei beni confiscati in Colombia, Bolivia, Messico, Argentina e Guatemala. I risultati sono stati presentati nel corso della seconda Assemblea ALAS, che si è svolta dall’11 al 18 dicembre scorso in Colombia.

Scegliere la Colombia come luogo di svolgimento della seconda Assemblea di ALAS è stato, di per sé, un messaggio: quel paese, infatti, sta affrontando la sua prova più dura, quella di trasformare i recenti Accordi di Pace in vita quotidiana. E lo slogan di questa assemblea, “Hasta la paz” (Fino alla pace), deve intendersi come un invito alla Colombia del post conflitto ed all’America Latina delle guerre anomale e invisibili.

Oltre alla presentazione e condivisione della situazione del proprio paese, rispetto ai Diritti Umani, alla criminalità organizzata, alle azioni da e per la società civile, alle tendenze economiche, politiche e di sviluppo, illustrata da ognuno dei rappresentanti delle diverse organizzazioni che aderiscono alla Rete, un momento significativo ed importante di questa settimana di incontri è stato senza dubbio la presentazione di una pubblicazione sui beni confiscati dal titolo “Desde el bien incuatado hasta el bien comun”, frutto di un’analisi elaborata su 5 Paesi in America Latina: Colombia, Messico, Argentina, Guatemala, Bolivia.

Nell’agenda dell’assemblea sono stati previsti differenti momenti di confronto e di programmazione.

Fatto il punto sul percorso seguito fin qui, le organizzazioni della Rete ALAS sono pronte a proseguire il cammino da “seminatori di cambiamento”, come ha esortato Papa Francesco in occasione del terzo incontro mondiale dei Movimenti Popolari di novembre 2016.

LIBERA continuerà a condividere con i rappresentanti di associazioni, reti e movimenti che hanno aderito alla Red ALAS e con quelli che vi aderiranno, le sfide del presente latinoamericano per un futuro giusto e di pace.

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Simona Bottoni
Simona Bottoni vive e lavora a Roma. E’ laureata in giurisprudenza e Specialista in Diritto Civile; ed abilitata alla professione di avvocato. E’ latinoamericanista con un Master in Alti Studi latinoamericani organizzato dalla Sapienza di Roma e conseguito presso l’IILA. Dal 2011 collabora con l’Istituto di Alti Studi e Scienze Ausiliarie (IsaG) dov’è inserita nel Programma di Ricerca “America Latina”. E’ giornalista iscritta all’Ordine dal 2008 e pubblica articoli di politica interna ed estera sui quotidiani “Europa”, “L’Occidentale” e “FareItaliaMag”; come pure sui periodici “Peace Reporter”, “E” (il mensile di Emergency), “Charta Minuta” e “Geopolitica”, la rivista dell’IsaG. Il suo interesse principale è il Brasile ed il mondo lusofono. Parla portoghese brasiliano, francese ed inglese.

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